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L'Età Ellenistica
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L’età ellenistica va dalla morte di Alessandro Magno (323 a.C.) alla conquista romana dell'Egitto (30 a.C.), nel quale si verifica la diffusione di lingua, religione, costumi, arte e oggetti greci in tutto l'ambito del Mediterraneo. Nella Peucezia interna il panorama economico e culturale presente nella seconda metà del IV secolo a.C. sembra mutare completamente agli inizi del III secolo a.C. Il territorio, infatti, entra nell'orbita della potenza romana, a seguito del crollo del'egemonia tarantina, e viene investito da una crisi economica e sociale per il disgregarsi di tutto i1 sistema di rapporti esistenti fra la città ionica e i centri indigeni. Sidion (Gravina) viene assediata e distrutta dai Romani nel 305 a.C. e comincia una fase di spopolamento. Alcuni abitati, soprattutto quelli più interni, sembrano essere abbandonati e si va verso una forma di organizzazione del territori in fattorie sparse. Questa fase di impoverimento si coglie anche nelle testimonianze funerarie, con qualche raro esempio di esibizione di ricchezza come per la tomba degli ori di Altamura (II sec. a.C.).Le tombe sono ancora del tipo a fossa con qualche esempio a grotticella o a sarcofago e persistono ancora alcune tradizioni come l'inumazione in posizione rannicchiata (Tomba degli ori di via Genova). I vasi del corredo diventano oggetti di parata con funzione soltanto simbolica (corredi da Toritto) e aumentano le terrecotte (Tombe di Iesce) raffiguranti divinità anch'esse con valore esclusivamente rituale. La produzione fittile vede un abbandono della classe a figure rosse a favore della vernice nera e della ceramica a pasta grigia e a vernice rossa. L'elemento determinante per la sorte del territorio peuceta fu però il programma di organizzazione della rete viaria di questo territorio da parte di Roma che utilizzava due assi stradali per attraversare la regione apula. La via Appia, infatti, che ricalcava una vecchia mulattiera preistorica e, sfiorando qualche centro indigeno (Gravina, Altamura), si dirigeva verso Taranto, fu presto sostituita dal più comodo vecchio tratturo che collegava Roma a Brindisi passando per Ruvo e per i centri costieri della Puglia e che diventerà la via Traiana. Questa scelta determinerà la crisi delle zone interne che perdono definitivamente il loro ruolo agli inizi dell'età imperiale.

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