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L'Età Tardoantica
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Si definisce tardoantico il periodo che va dal IV fino a tutto il VII secolo d.C.
Dall'anno della caduta dell'Impero romano d'Occidente, il 476 d.C. gli storici fanno iniziare una nuova epoca, il medioevo, definito altomedioevo fino al 1000 d.C. e basso medioevo dal 1000 al 1492. Nel V secolo in quasi tutto l'Occidente si delinearono i caratteri di una economia chiusa e naturale: chiusa perché i villaggi tendevano a produrre al proprio interno quanto era necessario per la sopravvivenza, riducendo al minimo gli scambi; naturale perchè si preferiva effettuare i pagamenti con prodotti di natura senza ricorrere all'uso della moneta.                       
Il VII secolo, con il dominio consolidato dei Longobardi in Italia, segna il passaggio ad un nuovo modello insediativo e socioeconomico caratterizzato esclusivamente dalla presenza di agglomerati tipo villaggio.
I Longobardi infatti soprattutto in Puglia penetrarono nei distretti rurali e iniziarono la trasformazione di questi in piccole corti. Si andarono formando insediamenti agricoli raccolti intorno ad una chiesa con annesso battistero e necropoli. E' il caso di Belmonte, importante insediamento paleocristiano nei pressi di Altamura dove è stato ritrovato uno dei pochi battisteri ad immersione dell'Italia meridionale e dove i corredi funerari hanno restituito uno dei più antichi esemplari di croci, la croce d'oro con pietre incastonate.
Il ritrovamento fortuito, nella località di Belmonte, di una tomba con ricco corredo di gioielli diede il via ad una serie di campagne archeologiche svoltesi a più riprese fra il 1965 e il 1969 e ultimate nel 1991.
Le prime indagini portarono alla luce le testimonianze di un insediamento a carattere prevalentemente religioso, datato all'età altomedievale e connotato dai resti di una chiesa d'impianto basilicale con battistero annesso e relativa area cimiteriale, nonché da una duplice cortina muraria. Le strutture architettoniche restituite dagli scavi inducono a collocare l'edificazione del complesso cultuale in un'epoca compresa fra V e prima metà del VI secolo d.C.. Questa datazione è suggerita e confortata anche da alcuni interessanti reperti provenienti sia dagli scavi più antichi che dai nuovi saggi stratigrafici.
L'impianto basilicale della chiesa di Belmonte, sembra più propriamente connotarsi come una struttura tripartita, lungo la cui aula principale si innestano ambienti destinati a diverse utilizzazioni liturgiche. Tale impianto si avvicina molto a quello di basiliche e battisteri paleocristiani, in area apulo-lucana, collocati però in un contesto cittadino, come la basilica detta di Rufenzio, ad Egnazia, datata al V-VI secolo, ma anche la basilica di Metaponto, della metà del IV secolo. I complessi architettonici, sia ecclesiastici che battisteriali, cui esso può essere accostato, sembrano rientrare tutti in una tipologia di matrice o influenza bizantina, ben attestata in ambito adriatico tra V e VI secolo.
Ai materiali provenienti dai contesti tombali, databili verosimilmente fra VI e VII secolo, i nuovi scavi hanno infatti aggiunto anche manufatti ceramici e vitrei, da porre probabilmente in relazione a produzioni attestate su altri siti di rinvenimento dalla fine IV-inizi V fino alla metà del VI secolo: viene a definirsi dunque un arco temporale e un'articolazione di occupazione dell'insediamento di Belmonte più ampia di quanto indicato dalle precedenti ricerche.
Un ulteriore testimonianza che aiuta la datazione è la vasca battesimale che si trova sul fianco meridionale della Chiesa.
Ricavata in parte nella roccia, in parte costruita in conci di tufi, la vasca, profonda oltre un metro, ha planimetria cruciforme con descensus su tre bracci e absidiola su quello orientale; sulle pareti si conservano ancora localmente tracce dell'intonaco di rivestimento, mentre sul fondo si nota il foro per il deflusso delle acque utilizzate nella funzione liturgica, che verosimilmente deve svolgersi per immersione. Questa piscina rappresenta la testimonianza archeologica meglio conservata dell'intero insediamento e, per la peculiarità del suo impianto, costituisce un punto di riferimento di particolare valore per l'architettura paleocristiana.

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