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L'Età Arcaica
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L'età arcaica abbraccia il periodo compreso tra il VII e la prima metà del V secolo a.C., caratterizzato dalla tendenza ad organizzare gli abitati secondo uno schema protourbano in rapporto probabilmente alla forte ondata ellenizzante che aveva interessato tutta la Puglia centro meridionale a partire dalla seconda metà del VI secolo a.C. Si affermano in questo periodo i tre gruppi etnici, individuati precedentemente come Iapigi, denominati Dauni, Peucezi e Messapi.
L’organizzazione del territorio e l’apertura di nuovi itinerari che permettono rapporti più stabili e continuativi con il mondo greco e in alcuni casi con quello etrusco determinano un consistente incremento demografico. Gli insediamenti indigeni si attestano su luoghi dominanti capaci di controllare tutto il territorio circostante, secondo un modello che perdurerà fino alla romanizzazione.
Per quanto riguarda le abitazioni si passa dalle capanne straminee alle case a pianta rettangolare con fondazione formata da muretto a secco e pareti realizzate con intelaiatura lignea tamponata da mattoni crudi e copertura con tegole fittili. Di solito presentano un unico ambiente orientato ad est con spazi esterni parzialmente coperti. All’interno della casa vi sono fornelli fittili e focolare.
L’economia è basata su agricoltura e pastorizia. E’ praticata la tessitura come dimostra la grande quantità  di pesi da telaio  e fuseruole  rinvenuti negli scavi.
Le necropoli sono costituite da tombe a fossa scavata nella roccia  con inumazione in posizione fetale. Il corredo funebre è formato da pochi vasi e da qualche ornamento in metallo. Cominciano ad essere presenti ceramiche ed armi (elmi) provenienti dalla Grecia, dalle colonie della Magna Grecia o da aree culturali vicine (Enotria) e prodotti metallici provenienti anche dal-l’Etruria. La produzione fittile è caratterizzata dalla ceramica geometrica che mostra notevoli differenze tra le aree apule e che per la peucezia si presenta con impasti sottili depurati e decorazione soprattutto bicroma. Accanto ai motivi geometrici (triangoli, losanghe, scacchiera) sono presenti anche animali tipo gallinacei o figurine umane stilizzate. A questo periodo si riferisce l’introduzione definitiva dell’uso del tornio nella lavorazione dei vasi che consentirà notevoli cambiamenti stilistici nella ceramica  geometrica peucezia trasformandola in ceramica a decorazione lineare, prodotta fino all'avanzato IV sec. a.C.

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