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Mito, storia e vita nella ceramica apula a figure rosse
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E' soltanto nell'ultimo venticinquennio del V secolo a.C. che inizia, nelle città magnogreche del versante ionico, la produzione di ceramica a figure rosse che imita strettamente quella attica, ampiamente diffusa nel V secolo nell'area del Mediterraneo. Gli artigiani delle colonie magnogreche, probabilmente allievi degli importanti ceramisti greci, cominciano una produzione che riprende forme e decorazioni dei vasi attici. Nelle poleis italiche e a Taranto si concentra un importante settore della committenza al quale si deve la diffusione di alcuni modelli comportamentali che incentivano il consumo della ceramica a figure rosse. E' probabile infatti che lo sviluppo produttivo della classe ceramica si sia basato proprio sul sostegno di un mercato interessato al vaso come elemento fondamentale nella sfera sacra e funeraria. Il vaso figurato diventa così un elemento rappresentativo di alcune gerarchie sociali. Infatti l'area indigena, che ha una grande capacità ricettiva del prodotto, non assume in maniera passiva i messaggi e i modelli della ceramica ma ne condiziona la produzione con particolari richieste che sono in linea con l'evolversi del quadro politico ed economico delle classi aristocratiche.
Così nell'ambito di tutto il secolo IV a.C., in rapporto agli avvenimenti politici che lo contraddistinguono, si delinea una produzione che dal punto di vista iconografico si può distinguere in due gruppi: il gruppo narrativo ed il gruppo rappresentativo. Nel primo sono inserite le raffigurazioni a contenuto mitologico (rapimenti mitici, discese all'Ade, accoppiamenti sacri) in rapporto con la produzione letteraria. Questo è il gruppo meno cospicuo. Prevale invece il gruppo rappresentativo in cui le scene raffigurate evocano situazioni con ambientazioni anche di vita comune (scene di offerte, incoronazioni, simposi, scene nuziali, scene di combattimento). Nella seconda metà del IV secolo a.C. si affermano i grandi ceramografi come il Pittore di Dario, il Pittore della Patera e il Pittore dell'Oltretomba con la varietà dei grandi temi figurativi in cui compaiono anche quelli storici come la guerra di Troia, l'ambasceria dei Persiani, le guerre tra Alessandro Magno e Dario. I grandi vasi figurati dunque come elementi di lettura di episodi di mitologia, di storia e di vita.


Ulteriori informazioni
Bibliografia:

Lippolis Enzo, a cura di , I greci in Occidente: arte e artigianato in Magna Grecia, Napoli, 1996

Pugliese Carratelli Giovanni, a cura di, I greci in Occidente: la tradizione filosofica, scientifica e letteraria: dalle collezioni della Biblioteca Marci, Venezia, 1996

Depalo Maria Rosaria, La collezione Loiudice, Bari, 1997

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